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Image in ACTion _ Sara e Davide Comelli

TEAM WORK = DREAM WORK immaginAZIONE = IMAGE in ACTion

Una giovane donna intenta a compiere un'evoluzione. Un fermo immagine che coglie l'attimo dello slancio di un corpo in movimento, sospeso tra mare e cielo. Un'azione che cerca e trova l'equilibrio tra gli elementi rappresentati: un corpo, un drappo, le vele, il vento ...

Portare il mare in periferia, recuperare un'enorme parete di un edificio di edilizia pubblica, utilizzare l’arte per unire le persone. Sono questi gli obiettivi del progetto di riqualificazione urbana che ha visto la collaborazione del Comune di Trieste, Barcolana e ATER.

ATER aveva necessità di ristrutturare la grande parete cieca del palazzo di via Grego, noto in città come “le case dei Puffi” per il colore celeste di alcune pareti, l’Assessorato ai Giovani del Comune di Trieste voleva contribuire inserendo l'opera di Sara e Davide Comelli nel progetto Chromopolis - la città del futuro, curato dal Progetto Area Giovani e, infine, Barcolana aveva l’obiettivo di portare in periferia il proprio spirito, il proprio racconto e la propria passione per il mare, utilizzando l’arte come veicolo di comunicazione. Il progetto è realizzato in collaborazione con Kallipolis, il supporto di Habitat Microaree, la partecipazione degli studenti di Edilmaster - La Scuola Edile di Trieste e Canton Colori Trieste.

Il murales di Sara e Davide Comelli, artisti locali che vantano un'esperienza indiscussa nell'ambito della creatività urbana e non solo, è un intervento artistico di qualità realizzato in un contesto periferico lontano dai centri di produzione e fruizione culturale consolidati. Kallipolis promuove da anni questo tipo di processo che vede l'intervento artistico quale strumento/dispositivo per cambiare prospettiva e intorno al quale creare nuove identità e visioni. Racconta di una danza, una capriola, di un superare gli ostacoli attraverso l’icona di una donna in movimento con un abito che si trasforma in vele, in mare e nei colori della Barcolana.
Alla realizzazione hanno collaborato 8 studenti del 3° anno dell’Edilmaster - La Scuola Edile di Trieste del percorso di Istruzione e Formazione Professionale IeFP per “Operatore Edile - Addetto alle lavorazioni di cantiere edile” nell’ambito dell’AT EFFEPI 2020 finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, supportando gli artisti nel ripristino delle parti ammalorate della facciata, nella stesura del fondo e nel disegno della griglia 2x2metri, traccia all’interno della quale Sara e Davide hanno poi sviluppato il loro progetto. “Un’altra bella sfida accettata dalla scuola e vinta dai ragazzi, che con la loro professionalità e competenza hanno dimostrato quanto il mondo del lavoro, la dimensione della città pubblica e l’ambito della formazione professionale siano, oggi più che mai, fortemente interconnesse” dichiara Alessandro Settimo, Presidente dell’Edilmaster.
“Una delle esperienze più belle e formative della mia vita” racconta entusiasta Alessandro Pobega, uno dei ragazzi dell’Edilmaster, salito a quasi 30 metri da terra per provare a sé stesso e agli altri, concretamente, quanto appreso durante le attività pratiche realizzate all’interno dei laboratori scolastici.
“Il Comune di Trieste prosegue speditamente nella sua opera di rigenerazione urbana diffusa nella nostra città - afferma l'Assessore ai Giovani Francesca De Santis - questa opera si aggiunge ad un percorso di grande attenzione che vogliamo dimostrare quotidianamente nei confronti della periferia della nostra città. Le periferie, infatti, sono la parte essenziale delle città che hanno necessità di un progetto di lunga durata come questo che arresti l'espansione cupa e che sia in grado di donare colore e di restituire a tutte le zone di Trieste il giusto ruolo per diramare urbanità e colore in ogni angolo della città. in questa ottica proseguiamo con orgoglio il progetto Chromopolis che ha avuto l'ambizione di coinvolgere tanti illustri attori e che ha portato un po' di mare, di sport e di colore anche qui”.
“Le case di via Grego - ha dichiarato il presidente dell’ATER, Riccardo Novacco - sono note in città come le case dei Puffi. Ma dentro non ci abitano Puffi, ci abitano persone. E io fortemente spero che questo murales modifichi la percezione dei cittadini e dia maggiore dignità all’edilizia pubblica e alle persone che lì vivono, che ogni giorno vedranno riprodotti in questa opera la leggerezza, ma anche l’impegno e la determinazione, l’ispirazione che l’arte e lo sport sono in grado di dare alle persone. Grazie a questa opera, alla partnership con il Comune e la Barcolana, l’ATER risparmia fondi che utilizzerà per altri lavori di ristrutturazione e adeguamento, a beneficio di tutti”. Prova tangibile della ferma volontà di riqualificare questi edifici è la sostituzione in atto dei serramenti, tema sollecitato da anni dagli inquilini.
Barcolana intanto torna a parlare attraverso la street art, dopo il bellissimo murales inaugurato a Rozzol Melara nella precedente edizione: “Questo progetto è proprio bello - commenta il presidente Mitja Gialuz - impegnativo nella sua realizzazione, e ancora una volta mostra l’importanza di fare squadra: Barcolana va oltre alla regata, come ogni anno ispira opere e attività capaci di coinvolgere tutta la città e i cittadini, e di questo, sopra a tutto, noi andiamo molto orgogliosi”.
“Siamo fieri - ha dichiarato Luca Canton di Canton Colori - di aver dato il nostro contributo alla città e a un evento così importante quale la Barcolana, segno evidente della nostra volontà di investire sempre più in questo territorio“.

Ma leggiamo cosa dicono gli artisti: "Il tema del murales nasce dal desiderio di dare un messagio che inviti al movimento e al dinamismo, anche in risposta alle caratteristiche di un quartiere popolare di periferia e al periodo storico (coronavirus e crisi varie) in cui viviamo. L’idea prende in particolare spunto da una parola immaginazione, che a sua volta é composta dalla parola immagine e azione. Il gioco di parole semantico sembra in qualche modo voler suggerire il fatto che l’immaginazione, il valore che possiede “l’immagine in movimento” intesa soprattutto come la possibilità di immaginare (muovere) il reale cercando di coglierne il suo valore interno di possibilità e potenzialità, sia in qualche modo la chiave di volta per uscire da una situazione (imposta o meno) di staticità. Tutto viene espresso attraverso elementi grafici e la sequenza, così come la lettura compositiva, hanno un valore ciclico. L’immaginazione, il movimento e il pensiero stesso vengono tradotti quindi con il dinamismo della figura umana. In questo soggetto, i colori tengono conto in modo evidente quelle che sono le tonalità e i valori cromatici presenti nell’ambiente in cui il lavoro è inserito. In questo modo il murale viene quasi ad essere una specie di “pelle” che, nonostante le notevoli dimensioni, si inserisce nell’ambiente in maniera armonica".



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