Artefatto kids

Dall’edizione 2011/2012 ARTEFATTO, la mostra d’arte giovanile curata dai Poli di Aggregazione del Comune di Trieste, dedica uno spazio speciale ai bambini. La sezione Kids, inserita nella manifestazione ufficiale è un’importante appendice che si rivolge ai bambini, come creatori e visitatori, e li sollecita con una serie di laboratori curati dagli educatori dei Poli di Aggregazione, dei Ricreatori Comunali e da giovani artisti, ad interpretare il tema che guida il progetto dell’anno in corso.

2015 >>> RE/SET_teatrini multipli

Grazie alla collaborazione con il Civico Museo Teatrale "C. Schmidl", a un gruppo di giovani videomaker, agli educatori e ai bambini dei ricreatori comunali e al ritrovamento, nelle soffitte del Polo di Aggregazione Giovanile di un teatrino domestico dei primi decenni del secolo scorso quest'anno ARTEFATTOkids è ... RE/SET

RE/SET _teatrini multipli, ovvero, la possibilità di moltiplicare, immaginaree mettere in scena nuovi mondi e racconti in un vecchio teatrino in miniatura appena restaurato o attraverso le proiezioni di colori e silhouttes che si ispirano alla antiche lanterne magiche.




E' proprio grazie alle riproduzioni dei vetrini della lanterna magica conservati e gentilmente forniti dal Civico Museo Teatrale, che le animatrici Mirella Benes, Eleonora Cavallo, Giulia Marsich e il sound artist Marco Cecotto, hanno realizzato la video animazione LIGHTALES, visibile nella Sala dei Teatrini al primo piano dello "Schimdl" (Palazzo Gopcevich, via Rossini 4).

LIGHTALES ha ri-animato alcuni elementi delle figure dei preziosi vetrini restituendo ai visitatori e ai bambini di oggi la magia e lo stupore che questi antenti dell'intrattenimento domestico esercitavano sul pubblico di un tempo.

2014 >>> PICCOLO BLU E GIALLO

ArtefattoKids è un "laboratorio" di sperimentazione espressiva, ludico-didattica che si è posto, tra i suoi obiettivi, quello di coinvolgere con strategie diversificate tutti i servizi in capo all'Area Educazione: asili nido, scuole dell'infanzia, ricreatori e poli di aggregazione giovanile.

In questo senso va la prima fase di sperimentazione, che vede come capofila di progetto il Ricreatorio "Fonda Savio", in cui collaborano l'asilo nido comunale "Frutti di Bosco" di Opicina, il nido comunale "Primi Amici" e la scuola dell'infanzia "M. Silvestri" di Prosecco.

Gli strumenti? La lettura animata e laboratorio "Piccolo Blu e Giallo" e la messa a disposizione della struttura educativa accogliente, della postazione interattiva ideata per la passata edizione di Artefatto 2014_Crossing Over, ovvero, KIMEKO. Il progetto (vedi più sotto) è stato realizzato da giovani artisti che hanno lavorato nell'abito del progetto Artefatto insieme educatori dei ricreatori e del polo di aggregazione.

"Piccolo blu e piccolo giallo" è un libro che alla sua uscita, nel 1959, ha rivoluzionato il mondo della letteratura per l'infanzia. Due piccole macchie di colore raccontano una storia di amicizia e di integrazione e, come per magia, fanno scoprire i colori primari e secondari.


Utilizzando il linguaggio teatrale e le tecniche di laboratorio si favorisce la comprensione del testo

>>> i colori sono metafore per "parlare di diversità”

>>> le sperimentazioni facilitano il riconoscimento dei colori primari e la produzione di quelli secondari
>>> l'ascolto della storia, nella forma di lettura animata, crea un rapporto tra i bambini e gli operatori che facilita i processi di apprendimento del laboratorio e di approfondimento dei temi proposti
>>> la dinamica di tutto il percorso è articolata in modo tale che ogni bambino può trovare il "suo" campo di azione - anche collaborando alla fine alle pulizie dei materiali e degli spazi
>>> gli educatori che accompagnano le loro classi integrano il percorso con la loro operatività e collaborando alle diverse fasi del percorso in un'ideale azione di continuità tra competenze e ruoli
foto di Marina Fragiacomo


2014 >>> CROSSING OVER


>>> KIMEKO_KIMEre KOntemporanee

Chimera, s. f. [dal lat. chimaera, gr. khímaira, propr. "capra"]. - 1. (mitol.) presso i Greci, mostro con testa e corpo di leone, una seconda testa di capra sulla schiena, e una coda di serpente fornita anch'essa di testa. 2. (fig.) proposito, disegno irrealizzabile ≈ castello in aria, fantasia, fantasticheria, illusione, miraggio, sogno a occhi aperti …

Che cosa succede se invitiamo i bambini ad assemblare una varietà di elementi ricavati decostruendo immagini tratte dai più vari repertori iconografici? Possono nascere delle KIMEKO, ovvero, delle KIMEre KOntemporanee. Una tecnica semplice, quella del collage, ma mai banale: una televisione può avere, occhi, bocca, mani e gambe e al posto dell’antenna un cappello colorato, così come una modella può avere la testa di un carciofo oppure otto gambe diverse. Quello che può sembrare un esercizio fine a se stesso basato sulla scelta di alcune parti e il loro assemblaggio, attiva invece importanti processi creativi. E’ il pensiero laterale: quello che procede a salti, che accoglie le intrusioni del caso e le ridefinisce in qualcosa di nuovo. I bambini, cimentandosi in questo lavoro, hanno generato dei significanti che invitano a cogliere il tutto o a individuare l’origine della singola parte in un divertente gioco interpretativo. Ma, come sempre, Artefatto Kids lavora su più piani e così, partendo dagli stessi elementi utilizzati dai bambini per creare i loro collage, le video-makers Mirella Benes, Eleonora Cavallo e Giulia Marsich hanno realizzato uno spot che, sfuggendo ad ogni intenzione narrativa e rinforzato dagli effetti del sound artist Marco Cecotto, fa risaltare la dinamica della costruzione dei collage.

Clicca QUI per il vedere il bellissimo KIMEKO MOVIE





Oltre a questo “apparato virtuale” e alla galleria delle immagini create dai bambini, i visitatori dello SpazioKids troveranno una superficie di metallo e una serie di elementi magnetizzati (sempre gli stessi che hanno usato i bambini e le animatrici) con cui ricreare altre KIMEKO. Un gioco, quindi, che si riappropria della dimensione tattile, creativa, del “qui e ora”.



ArtefattoKids diventa ancora una volta un tavolo di sperimentazione in cui il progetto, l’idea, i processi si connettono: il lavoro dei bambini, sollecitati dagli educatori, dialoga e diventa stimolo creativo per giovani artisti e incoraggia l’azione dei visitatori in un vero e proprio crossing over intergenerazionale!


2013 >>> SOFTPOWER KIDS


Il gruppo di educatori che ha lavorato su Artefatto Kids_Soft Power ha valorizzato due aspetti dell’intervento educativo. Attraverso i laboratori condotti in autonomia nei singoli ricreatori, che sono visibili non con l’esposizione dei manufatti ma con una documentazione fotografica del processi attivati, e progettando uno spazio, tematicamente coerente con il tema della mostra, che attraverso le due installazioni interattive, favorisce la fruizione creativa e stimolante del museo. Si lavora così sul futuro, sui bambini che attraverso esperienze come queste possono familiarizzare con i luoghi della cultura, con l’obiettivo di far crescere in loro la passione per l’arte, la curiosità, la critica e la consapevolezza.

I progetti elaborati dai ricreatori sono documentati in .pdf nella sezione KIDS del sito di Artefatto.


>>> SOUND OBJECTS
postazione interattiva (software ideato a Marco Cecotto, progetto curato dallo staff di educatori ricreatori e PAG)

Nato da laboratori sull’ascolto, ricerca, produzione e registrazioni di suoni, il software appositamente creato consente di associare un suono ad un oggetto. Il suono si attiva quando l’oggetto viene sollevato e il sensore, posto ad di sotto di esso, riceve una fonte di luce. Così sollevando una borsa dell’acqua si sentirà lo scroscio dell’acqua, sollevando un golfino si sentiranno le pecore al pascolo, sollevando forme astratte si sentiranno suoni elettronici.

Immaginiamo, allora, una soffitta: fili della biancheria che ospitano degli stracci messi a stendere, oggetti apparentemente abbandonati posti in un angolo, una massa di cuscini dai colori sgargianti, fotografie e fogli sparsi dappertutto. Immaginiamo che questi oggetti possano essere toccati, esperiti, e … SOLLEVATI. La magia di Sound Objects si compie. Cosa può mai succedere se sollevo un morbido cuscino di piume? Potrei sentire qualcuno che russa, una ninna nanna o un battito d’ali. E se sollevo una borsa d’acqua? Potrei sentire il mare, lo sciacquone del water, o un tizio che canta sotto la doccia. Curiosità, azione e stupore…questo è Soft Power Kids.

>>>SOFT PUZZLE(progetto curato dallo staff dieducatori dei ricreatori e PAG,realizzazione Manola Reis)


Se Sound Objects restituisce “voce” agli oggetti dalle diverse morbidezze, il Soft Puzzle permette ai bambini di creare dei fantastici collage astratti, riposizionando all’infinito, dei plasmabili elementi dagli accesi cromatismi.



2011-2012 >>> MOTUS URBIS KIDS

Nel 2012 i bambini e gli educatori dei ricreatori sono stati chiamati, come gli artisti di Artefatto, a esprimersi sul tema Motus Urbis. Le opere realizzatedai bambini sono state sottoposte a un’ulteriore rielaborazione da parte dell’Associazione Blooperslab, giovani appassionati che hanno accolto l’invito di trasformarle in due video animazioni.

VISTA DALL'ALTRO (postazione interattiva - software di Antonio Della Marina e Marco Laurenti, progetto curato dallo staff dieducatori dei ricreatori e PAG)

Vista dall’altro è una postazione interattiva nata da una serie di uscite fotografiche in cui i bambini e i ragazzi hanno fissato il "movimento della città" con degli scatti rielaborati in successivi laboratori espressivi.


In uno spazio delimitato da un grandissimo tappeto bianco, una webcam posizionata allo zenit, intercettando il movimento dei visitatori, avviava la proiezione di immagini che progressivamente svelavano le facciate, i dettagli, i panorami di Trieste trasformati in suggestive e inconsuete visioni che si possono vedere in questo breve filmato.

Clicca QUI per vedere MOTUS URBIS Kids al Museo Revoltella

MOVIMENTI (animazione realizzata da Mirella Benes, Eleonora Cavallo e Giulia Marsich, laboratori condotti da Susan Petri, fotografie di Elisa Biagi)

Movimenti ha messo in "moto" le opere che i bambini hanno realizzato ispirandosi al celebre quadro del 1913 di Robert Delaunay, Cerchio simultaneo, che esalta il valore estetico del cromatismo applicato ad una forma che si identifica facilmente all’idea del movimento.

CliccaQUI per vedere MOVIMENTI

POTETE VISUALIZZARE E SCARICARE LE SCHEDE DEI LABORATORI SVOLTI NEI RICREATORI qui SOTTO

Gallery associata:

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