Mostre e concorsi

ARTEFATTO SEGNALA...

EDINOST >>> ALESSIO MAZZARO torna a Trieste e mette in contatto le comunità



Alessio Mazzaro è stato selezionato nelle edizioni 2015 e 2016 di ARTEFATTO.



Se vuoi conoscerlo ascolta l'intervista realizzata in occasione di ARTEFATTO_zoom

DAL PICCOLO

edizione storica


A quasi cent’anni dall’incendio del Narodni Dom e 90 anni dopo la sua chiusura definitiva a opera del regime fascista, rinasce l’Edinost, giornale sloveno fondato nel 1876 a Trieste. La pubblicazione, che per un lungo periodo fu stampata proprio all’interno dell’Hotel Balkan, diede voce al primo movimento antifascista d’Europa. Edinost significa “unità” ed è proprio questa la chiave che i promotori della sua rinascita vogliono enfatizzare. «L’idea è quella di creare uno spazio di dialogo tra le diverse comunità della città: croata, ebraica, greca, italiana, serba e slovena» spiega l’ideatore dell’iniziativa, l’artista di origine veneziana Alessio Mazzaro, che racconta: «In occasione di una delle mie visite a Trieste, circa un anno fa, mi fu fatto notare che le tante comunità presenti in città non si parlavano tra loro». Mazzaro, che si occupa proprio di progetti che mirano a fare comunità, decise che si trattava di una sfida da cogliere e che un giornale avrebbe potuto essere la piattaforma migliore per vincerla. «La scelta è caduta sull’Edinost per il suo legame con il Narodni Dom: l’incendio del 1920, che suggellò la nascita del fascismo di confine, ha uno stretto legame con quanto sta accadendo oggi con i profughi e i problemi di confini».

Con l’aiuto di di Alexandros Delithanassis e della casa editrice Asterios Editore Mazzaro ha trasformato la sua idea in realtà: oggi riaprirà l’Edinost, riprendendo formato, impaginazione e font della pubblicazione originale chiusa nel 1928. Sarà un foglio con cadenza bimestrale e la scrittura sarà affidata, di volta in volta, a un membro di una delle comunità che vivono in questo porto di mare. Ogni pubblicazione conterrà un capitolo di un racconto stampato nella lingua madre dello scrittore e in italiano, che finirà con una domanda a cui rispondera lo scrittore di un’altra comunità nel numero successivo. Il retro ospiterà invece altri interventi e la posta del lettore, sempre con l’obiettivo di stimolare il dialogo.

Parteciperanno al progetto alcune prestigiose penne della nostra città: Marko Kravos, Bojan Mitrovic, Mauro Tabor, Vesna Piasevoli, Pierluigi Sabatti e Antonio Sofianopulo. Ciascuno di loro utilizzerà per il proprio contributo un taglio diverso, dal poetico allo storico, fino alla fiction letteraria e alla cronaca. «Vogliamo dare spazio a una pluralità di voci e punti di vista - spiega Mazzaro - e, attraverso le varie forme di scrittura, dare la possibilità ai nostri autori di immaginare scenari futuri, anche provocatori, senza vincoli di sorta».

Un esempio arriva già nel primo numero, “Il capitolo Sloveno”, in cui tutti gli autori risponderanno alla stessa domanda: «E se oggi riaprisse a Trieste l’Hotel Balkan? Una casa del popolo che accoglie chi attraversa i Balcani e contiene un hotel, un teatro, una banca, una palestra, una stamperia, due caffè, due ristoranti, un albergo e degli appartamenti?».

Per far rivivere l’atmosfera di un tempo nella mattinata alcuni ragazzi aiuteranno Mazzaro facendo da “strilloni” per la città, annunciando la riapertura del foglio e distribuendolo da piazza Unità a piazza Cavana. Domani,

inoltre, alle 16.30, il San Marco ospiterà un incontro di presentazione pubblica con tutti i partecipanti. Il giornale, che verrà stampato in circa 2mila copie, si potrà trovare nei giorni successivi al Caffè San Marco e in vari centri culturali e di aggregazione.

CXG IX EDIZIONE DELLA GIORNATA DI MUSICA DEDICATA A GABRIELE MANFIOLETTI

SABATO 4 MARZO 2017
TEATRO MIELA . TRIESTE . INGRESSO LIBERO

dalle 16
  • NYBK
  • NOT MY BASS
  • RAVING GARDEN
  • FOTOGENICI
  • ZACK
  • ERA 2000
  • AZOTO LIQUIDO
dalle 21
  • DISTRICT
  • BENCAZZADADISCOPARTY2
e
  • COLLETTIVO ORKESTRADA CIRCUS

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SCIENZIATI IN GARA PER RACCONTARE LA SCIENZA IN 3 MINUTI: A TRIESTE LE SELEZIONI DI FAMELAB 2017

L'appasionante sfida tra i talenti della comunicazione scientifica ha individuato chi rappresenterà la nostra città all'incontro nazionale.Trieste, la ginnastica dei tumori vince Famelab - VIDEOLa 22enne ILARIA PERSICO, studentessa di Genomica funzionale, conquista il talent show per ricercatori in scena al Miela


>>> READ MOREarticolo di Giulia Basso

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TRIESTE FILM FESTIVAL #28

dal 20 al 29 gennaio

Magazzino delle Idee

ENTRA IN TRIESTE FILM FESTIVAL



VIDEONOTTE #4party time

RASSEGNA DI VIDEOARTE

17 dicembre 2016 > 15 gennaio 2017


11 artisti / 12 video / 11 associazioni
opening sabato 17 dicembre ore 18.30
Sala Veruda / Palazzo Costanzi
da lunedì a sabato 10-12.30 e 17-19.30 / domenica e festivi 10-12.30

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PICCOLO FESTIVAL DELL’ANIMAZIONE 2016
12>29 dicembre 2016

inaugurazione lunedì 12 dicembre alle 18
Studio Tommaseo - Trieste
Anna Budanova e Chris Landreth
in conversazione con Paola Bristot e Igor Prassel



Inaugura lunedì 12 dicembre alle 18 allo Studio Tommaseo di Trieste la nona edizione del Piccolo Festival dell’Animazione, che porta ogni anno in Friuli Venezia Giulia la migliore produzione di disegno animato d'autore proveniente da tutto il mondo.
Trieste, Udine, Lignano, Dobbia e Pordenone: queste le cinque location regionali dove saranno diffusi gli eventi del ricco programma del festival, promosso dall'associazione Viva Comix con Animateka di Lubiana, il supporto di Regione Friuli Venezia Giulia e con la direzione artistica di Paola Bristot.

L’apertura del Festival sarà ospitata da Trieste Contemporanea alla presenza di Paola Bristot che, con Igor Prassel (Animateka Film Festival), presenterà al pubblico gli autori Anna Budanova e Chris Landreth, ospite d’onore del festival.
L’inaugurazione allo Studio Tammoseo sarà dunque una straordinaria occasione per il pubblico di conoscere il lavoro e le opere della giovane viedeomaker Anna Budanova e di Chris Landreth, tra i più significativi autori contemporanei, vincitore del premio Oscar nel 2005 per il cortometraggio Ryan.
Anna Budanova (1988) è una filmmaker e artista grafica russa. Ha vinto più di 20 premi internazionali con la sua prima opera The wound e allo Studio Tommaseo presenta il suo ultimo lavoro Sredi Cheornyh Voln / Among The Black Waves tra i Film in Competizione di questa edizione del Festival.
Chris Landreth (1961) dopo una breve carriera come ingegnere, si dedica all'animazione, iniziando dalla computer animation. Realizza opere di grande successo e l'incontro con Ryan Larkin, animatore canadese negli anni 1960 e 1970, in preda all'abuso di alcool e droghe e senza fissa dimora, gli offre lo spunto per la realizzazione del film con cui vincerà l'Oscar per la miglior animazione, nel 2005. Landreth utilizza l'animazione CGI standard a cui aggiunge la tecnica assolutamente originale dello Psychorealismo, che dona un tocco surrealista alla sua opera. Di lui vedremo una serie di film tra i più importanti, tra cui lo stesso Ryan e The Spine.

Il Piccolo Festival dopo la partenza triestina continua fino al 29 dicembre con dieci eventi in regione che saranno occasione per il pubblico di scoprire stili, generi e narrazioni che fanno dell'animazione analogica e digitale una della realtà di sperimentazione e innovazione tra le più effervescenti e ricche di questi anni. Il programma completo e tutte le informazioni sul sito www.piccolofestivalanimazione.it

ingresso libero
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Il Comune di Trieste in collaborazione con il Centro Antiviolenza G.O.A.P., in occasione del 25 novembre “Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne”, promuove il Progetto “MAI! Nemmeno con un fiore”, nell’ambito del quale vengono organizzate delle iniziative volte a sensibilizzare la cittadinanza su questo tema.

Il Progetto aderisce alla campagna UniTe proposta da UN-Women _ Comitato Nazionale Italia, Ente delle Nazioni Unite per la parità di genere e l’empowerment, illuminando di arancione la fontana di Nettuno di Piazza della Borsa e all’iniziativa “Posto occupato”, accoglie la proposta dell’ANCI che invita a utilizzare i social network (Facebook e Twitter) con l’ Hasthag #stopviolenzadonne ed a promuovere il numero verde antiviolenza e stalking 1522.

Aderisce anche la Confcommercio con alcuni fioristi che doneranno ai clienti maschi un fiore arancione quale messaggio di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne.
Progetto promosso con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
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SONO LA' DOVE SENTO

IVA LULASHI & DEBORAH IERANO'
sabato 12 novembre ore 18.30
viale XX settembre 33
spazio d'arte trart
a cura di Federica Luser
Ritornano a Trieste due "artefattiste" selezionate nell'ambito del progetto Artefatto_zoom, l'importante appendice della mostra d'arte ARTEFATTO che consente agli artisti che espongono di presentare i loro portfolio ad alcuni esperti e curatori d'arte. Questo lavoro, che il Comune di Trieste sostiene attraverso le azioni del PAG, raggiunge un altro risultato e mentre all'ITIS di via Pascoli è ancora esposto il lavoro dedicato all'Alzheimer di Fabio Ranzolin, dal 12 novembre IVA LULASHI e DEBORAH IERANO' saranno ospitate nello spazio d'arte trart.
Ma facciamo un salto nel passato recente! Ecco il video realizzato in occasione di ArtefattoZoom 2015 presso lo spazio d'arte trart dove sentirete la curatrice Federica Luser e Iva Lulashi CLICCA QUI e un link che vi indirizza alla sezione ARTISTI del nostro sito per conoscere il lavoro di Deborah Ieranò selezionato per ARTEFATTO_Itsme

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FABIO RANZOLIN

I’ve fallen from grace

a cura di Massimiliano Schiozzi per Cizerouno
in collaborazione con ITIS e Comune di Trieste-Assessorato Giovani
ovvero...la lunga onda di ARTEFATTO

Trieste 6 ottobre - 6 novembre 2016
ITIS, via Pascoli 31 Trieste
da lunedì a venerdì 17-20
www.cizerouno.it
@cizerouno

La grazia della memoria Tempo, ricordo, memoria, lapsus, perdersi: sono alcuni dei temi attorno ai quali si sviluppa la ricerca artistica di Fabio Ranzolin. Nato a Vicenza nel 1993, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, Ranzolin “ritorna” all’ITIS dopo l’installazione/performance con la quale il 9 settembre si è aperta, proprio qui nell’atrio monumentale, la terza edizione di ARTEFATTO_zoom, evento e percorso del Comune di Trieste-Assessorato Giovani. Esattamente 110 anni fa veniva descritta per la prima volta da Alzheimer la patologia, che segna il percorso biografico della famiglia dell’artista, ed è protagonista e fonte di suggestioni per il lavoro di Ranzolin. Anche in questa piccola mostra-installazione dal titolo I’ve fallen from grace è presente l’Alzheimer. Si ripropone una parte dell’allestimento pensato per ZimmerFrei e Artefatto Zoom, nel quale con delicatezza e preziosa grazia, Ranzolin raccoglie immagini, frasi, oggetti, ricordi che compongono un racconto di rara potenza. I’ve fallen from grace, è il titolo scelto dall’artista ispirato da una canzone poco conosciuta dei Florence and the Machine, “Falling”, che in inglese viene utilizzato anche per dire “sei perduto” ma anche “fallen” cioè cadere (dal latino “lapsus”) e il cerchio si chiude. L’Alzheimer come processo degenerativo o la malattia come “rifugio” in un non-tempo dove nascondersi quando non si hanno più gli strumenti per combattere la realtà, spesso fatta di assenze, solitudini, lutti? O ancora la malattia come fonte di ispirazione per un giovanissimo artista, che ha il coraggio di mettersi in gioco, mettendo anche il cuore più avanti del nostro? E poi c’è la grazia di cui abbiamo detto e la grazia della memoria: la grazia di averla o la grazia di perderla? È una piccola mostra sul tempo, sull’attenzione al dettaglio, sulla preziosità dell’attimo, ecco perché anche questo foglio strumento per leggere la mostra, il racconto di Fabio Ranzolin.

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STAGIONE DI CACCIA sezona lova

dal 4 novembre al 16 dicembre

Doubleroom arti visive >>> via Canova 4


opere diUroš Acman,Andrej Brumen Čop,Aljaž Celarc,Jasmina Cibic,
Mitja Ficko,Mito Gegič,Svetlana Jakimovska RodićeVladimir Leben
a cura diDenis Volk
in collaborazione con ilConsolato Generale della Repubblica di Slovenia di Triestee ilMinistero della Cultura della Repubblica di Slovenia
con l’adesione dellaCasa dell’Artedi Trieste

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“Gli animali e la caccia sono, dai tempi più remoti, parte della vita dell’uomo. Nel subconscio collettivo, la caccia detiene un ruolo importante per il legame con gliistinti primordiali della sopravvivenzae i forti sentimenti a essa correlati. La mostraStagione di caccia / Sezona lovaè solo una rappresentazione parziale della presenza dellacaccia nell’arte contemporanea. Le opere e gli approcci degli artisti sono infatti molto diversi, il tema trattato contempla così anche i sentimenti, la ricerca storica, i contenuti simbolici e lacritica della società. Ad accomunare le opere è ilcomunicare attraverso“materiale di caccia”, nelle opere ritroviamo infatti animali, trofei, parti di animali o tradizioni legate al mondo della caccia.
Nei tempi odierni nutriamo un rapporto diverso rispetto al passato nei confronti degli animali selvaggi e della caccia. Nel passato si cacciava per sopravvivere, gli animali (selvaggi) rappresentavano fonte di nutrimento e di altri materiali,oggi invece la caccia viene regolamentata dalle leggi come attività commerciale. Gli uomini hanno già rappresentato anche in passato e per i più svariati motivi, sia gli animali che la caccia, il più delle volte per ammirazione, per motivi magici o come preparazione alla caccia e raffigurazione della caccia e degli animali cacciati. Importanti testimonianze delle tradizioni popolari e della tradizione culturale legata alla caccia, sono i tipi e le tecniche di caccia, gli utensili per cacciare, gli usi e i costumi, l’utilizzo della cacciagione, la culinaria, ma anche l’arte della caccia: figurativa, musicale e letteraria, che spesso caratterizzano zone circoscritte o molto estese.
Per i cacciatori, già dai tempi remoti, le parti degli animali scuoiati o gli animali interi, rappresentanoi trofei, e cioè un riconoscimento o premio per il buon esito della caccia. I trofei mantengono così vivo il ricordo per i meriti conseguiti come cacciatori; li preparano con cura, li collezionano e li mantengono con cura. I trofei di alcuni animali in particolare, sono più apprezzati per il pericolo, la rarità, le dimensioni e la difficoltà nel cacciare questi animali. Diversi animali hanno un posto di rilievo nei racconti e nelle credenze popolari che venivano trasmesse da generazione in generazione, ed è divenuto parte dellasimbologia nazionale, culturale e dell’identità.

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Gliartisti contemporaneisi rendono conto di questa tradizione legata al mondo della caccia, ma molti di loro sonofortemente criticiper le modalità in cui gli animali vengono uccisi dai cacciatori, in quanto non cacciamo più per sopravvivere e il più delle volte esclusivamente peracquisire trofei.
Il mondo degli animali selvatici e della caccia è in un certo senso simbolo del mondo umano, rappresenta lacritica della società contemporanea, dei suoi valori e i suoi desideri, soprattutto ildesiderio di dominare, conquistare e sottomettere. Le opere in mostra richiamano così l’attenzione sui problemi del nostro tempo come il consumismo, l’alienazione, la mancanza di compassione, ma allo stesso tempo però ci comunicano che del bene è rimasto, e va coltivato.”


DoubleRoomarti visive

via Canova 9, 34129 Trieste
lunedì > giovedì 17-19
349 1642362 – doubleroomtrieste@gmail.com
https://www.facebook.com/doubleroomtrieste

DoubleRoom, via Canova 9

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TEMPO PRESERVATO - BOYO -

SABATO 17 SETTEMBRE 2016 ORE 19.00

EContemporary, via Crispi, 28

Lo Spazio Espositivo EContemporary di Trieste è lieta di invitarvi all'inaugurazione della mostra del famoso scultore bulgaro Boyko Mitkov in arte Boyo.

Boyo è uno dei più importanti artisti bulgari contemporanei e il suo lavoro è molto ammirato da oltre 30 anni e ritorna in Italia dopo essere stato presente, l'anno scorso, ad un evento collaterale in occasione della biennale d'arte di Venezia.

L'artista lavora prevalentemente il bronzo partendo da una concezione classica del figurativo la cui forza espressiva negli anni diventa sempre più sintetica. Si sofferma moltissimo sull'astrazione del corpo femminile avvolgendo le forme con colate bronzee che creano giochi di colore, forma e luce

Nell'esposizione triestina le sculture figurative saranno affiancate da una serie di lavori astratti dove la forma è solo apparentemente inesistente, ma con l'obiettivo preciso di permettere ad ognuno di osservarli lasciando fluire dolcemente i propri sogni e dare la possibilità di interpretarli liberamente senza restrizioni di sorta.

Pur essendo un artista vulcanico le sue sculture emanano una forza non solo fisica, ma anche d'animo. Una sensibilità che viene costantemente incorporata nella fluidità e sinteticità delle forme. L'artista afferma di cercare sempre nuovi punti di vista nelle cose guardandole costantemente da diverse angolazioni per poter affinare i sensi e trovare nuove sfaccettature per generare una nuova luce. Afferma che solo in questo modo possiamo sviluppare la profondità dei nostri punti di forza e vedere più chiaramente certe visioni e il loro divenire realtà.

Boyko Mitkov - Boyo è nato a Studena in Bulgaria nel 1954; si laurea presso l'Accademia delle arti a Sofia nel 1982 nella classe dello scultore prof. Ilia Iliev. Inizia ad esporre nel 1984 senza mai fermarsi. Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche in Bulgaria, Svizzera, Germania e Ungheria e in collezioni private in Austria, Francia, Svizzera, Germania e Stati Uniti. Vive e lavora tra la Bulgaria sua patria natale l'Austria e la Svizzera.

PER SAPERNE DI PIù >>>

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CORRISPONDENZE D’ARTE 3 _ NUOVI ORIZZONTI

MUSEO REVOLTELLA, TRIESTE
14 LUGLIO / 9 OTTOBRE 2016


Prenderà il via con un OPEN DAY (dalle 10 alle 22) la terza edizione di Corrispondenze d'arte, mostra d’arte
contemporanea che, dal 2011, propone un “rigenerante” confronto tra artisti e il museo Revoltella, che non è mai stato
solo contenitore bensì linfa vitale per nuovi progetti site specific, installazioni sonore, azioni interdisciplinari.
Oltre venti gli artisti che partecipano a questa rassegna.
E' un progetto che si sviluppa in tutto il museo e che suggerisce corrispondenze con le collezioni e con la sua
storia, legata alle vicende del proprietario, Pasquale Revoltella, fascinoso ed enigmatico protagonista della città emporiale
dell'800 e propugnatore del taglio dell'Istmo di Suez ma anche di Carlo Scarpa, autore della riqualificazione del museo
come galleria d'arte moderna.
Storia e contemporaneità, il “c'era una volta” ma soprattutto il qui e ora. La rassegna ruota attorno al concetto di porta e di
orizzonte. Porta come simbolo di apertura, di tensione verso la conoscenza, orizzonte come sinonimo di ricerca e di arte
di cui il museo stesso è testimone.
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Gallery associata:

   
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